«Ex Ilside, intervenga l’Esercito»:
a fuoco tonnellate di gomma e plastica

di Mary Liguori

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Potrebbe essere l’Esercito, da questo momento in poi, a gestire la bomba ecologica che si è creata nel Casertano dopo l’incendio che ha mandato in fumo le tonnellate di gomme e plastiche che giacevano nel sito sequestrato alla Ilside, a Bellona, nel 2013. Dell’iniziativa si sono fatti promotori il prefetto di Caserta e il procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Maria Antonietta Troncone perché ieri, a più di dodici ore dal maxirogo che ha distrutto le balle stipate nella piattaforma destinata alla bonifica continuavano a fumare diversi focolai e per un raggio superiore ai tre chilometri le esalazioni tossiche hanno avvelenato l’aria.

Il tema dei roghi è stato aggiunto in extremis in agenda del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblici che si è tenuto in Prefettura ieri mattina proprio nella serata di martedì quando un incendio di spaventose proporzioni ha attaccato l’ex sito di stoccaggio di rifiuti. Uno scenario di devastazione che, visti i materiali andati in fumo, rischia di avere delle conseguenze sulla salute pubblica. A breve saranno le centraline dell’Arpac a stabilirlo, ma intanto per la procura, così come per la popolazione, la priorità è spegnere definitivamente l’incendio per bloccare le esalazioni. Solo dopo partiranno le indagini che dovranno stabilire perché l’ex Ilside brucia sistematicamente dal 2013, stranamente sempre nei mesi di aprile e di agosto. Il sequestro del sito risale a quattro anni fa e scattò per la violazione delle normative ambientali. Il provvedimento prevedeva che l’area venisse bonificata dall’Ilside che però non ha mai provveduto ad adempiere all’ordine giudiziario. Avrebbe potuto farlo il Comune di Bellona e anticipare i costi dell’operazione, ma evidentemente non ha avuto la capacità economica di anticipare le somme. «E - chiarisce il procuratore - non possiamo più delegare gli enti locali: ora della situazione deve occuparsi la Regione Campania». Quello di Bellona è il secondo rogo della stagione che colpisce un sito di rifiuti nel Casertano dopo l’incendio all’ex Pozzi Ginori a Calvi Risorta. Ma non sono i soli episodi ad avere flagellato terra di lavoro in queste settimane. Il fuoco ha attaccato ripetutamente i Colli Tifatini, la zona del monte Massico, le colline di Mondragone. Incendiche hanno distrutto ettari ed ettari di bosco, che hanno messo in ginocchio i vigili del fuoco, in sottorganico e dotati di pochi mezzi in confronto all’emergenza che si sta vivendo quotidianamente su tutto il territorio. Non sono mancati roghi di sterpaglie, a Marcianise a Maddaloni, fino a Caserta, con incendi che hanno appestato nel cuore dei centri abitati. A sorpresa si è saputo che il Comune di Caserta non ha mai stipulato la convenzione con la Sma Campania la società in house della Regione Campania che ha tra i propri compiti la prevenzione e contrasto degli incendi nelle aree boschive e al risanamento ambientale.

Al Comune di Caserta, solo martedì, in piena emergenza, dunque, è stata firmata la delibera di indirizzo che porterà alla convenzione a costo zero. Incoraggiante, a guardare il sito di Sma Campania, dove in home page buca lo schermo l’ impressionante immagine di un incendio con sovrimpressa la scritta «abbiamo il rischio sotto controllo». Sembrerebbe il contrario a guardare le fiamme che assediano la regione intera, dal Vesuvio ai Tifatini, dal Sannio al Casertano. Boschi distrutti con incendi innescati nelle microdiscariche disseminate ovunque. La situazione appare oggi più fuori controllo che mai. Sta di fatto che nel Comitato in Prefettura si è discusso alla presenza dei vertici provinciali delle forze dell’ordine della escalation di roghi. Un picco che è stato concomitante con il passaggio di consegne dei compiti di monitoraggio dal dismesso corpo forestale dello Stato ai vigili del fuoco. Vigili che, è bene sottolinearlo, sono in affanno continuo per la carenza di uomini e mezzi. E anche ieri è stata un’altra giornata di passione con 60 fronti incendiari nel Casertano. Roghi anche a Puccianiello, a Caserta, sul monte Tifata a San Prisco e sul Litorale Domitio. In serata, fuoco anche a Vaccheria. Le fiamme, divampate in campagna, hanno lambito una villa. Le lingue di fuoco hanno sbarrato la strada interpoderale creando non poche difficoltà ai mezzi di soccorso. Ciononostante i sei abitanti della villa sono stati evacuati per precauzione. 
Giovedì 13 Luglio 2017, 08:05 - Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 21:00
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