«Destra Volturno», il ghetto nel ghetto nella terra di nessuno lungo il litorale

di Adolfo Pappalardo

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nviato a Castelvolturno

No, non è l'inferno ma peggio. «'O munn fernut», lo definisce il sindaco Dimitri Russo. Da qui, da questa landa desolata di case abusive o cadenti, murate o occupate, sventrate sicuramente, veniva Charles Opoku Kwasi, il trentunenne ghanese che è andato fuori di testa. Ed ha ucciso un settantenne ricoverato accanto a lui nel reparto psichiatrico dell'ospedale di Sessa Aurunca. In Italia da 11 anni ma ormai un'anima persa tra i fantasmi che vivono tra queste mura sbrecciate dalla salsedine del ghetto di Destra Volturno. Ex luogo di vacanze di un certo lusso sino agli anni 80 «dove ora vive il vomito dell'umanità», dice Pasquale Capuozzo di Casoria che ha la disgrazia di avere un negozio tra via Gramsci e, ironia della sorte, viale Californiano che di California non ha nulla ma somiglia piuttosto a una Beirut bombardata.
 
 

«Non è un quartiere ma l'attrattore di tutti i disgraziati del Mezzogiorno. Italiani e stranieri», rincara Russo il sindaco democrat di Castelvolturno per cercare di spiegare l'inspiegabile. Ovvero come in questa cittadina casertana, che conta circa 15mila immigrati irregolari, ci sia anche un ghetto nel ghetto. Di irregolari più irregolari degli altri. Un'oasi di disperati dove un posto letto, abusivo, in una casa abusiva (con allaccio fraudolento a luce e acqua), costa 80 euro al mese o giù di lì. Ideale se non hai uno straccio di documento o se qualcuno ti cerca. Tanto qui non c'è controllo se si esclude una frangia del clan Bidognetti che sino ad un anno fa, prima delle manette, chiedeva il pizzo per il servizio di guardiania alle case. Andati via loro, ecco l'antro spettrale in cui i vecchi proprietari non mettono piede da anni nelle loro case e sono occupate da chi capita. Solo una distesa di villette disabitate o occupate abusivamente improvvisamente ricercate dai registi quando cercano set a poco prezzo per storie di emarginati. Se vuoi qualcosa di spettrale o apocalittico, qui è il luogo ideale.
 

E qui viveva il ghanese diventato come quasi tutti i suoi connazionali una gogoliana anima morta. Come sospeso in un limbo. Senza un lavoro decente e senza un documento che gli avrebbe permesso almeno di tornare in patria.

Così da 11 anni. E i ghanesi, a differenza dei nigeriani abili negli affari, leciti o illeciti che siano, a Castelvolturno sono i paria degli irregolari. In attesa perenne di un documento per spostarsi in Nord Europa. Altrove. Ma quell'altrove è sempre qui a due passi dal mare tra le mura sbrecciate, un lavoro alla giornata da prendere, forse, alle 5 del mattino ad una rotonda della Domitiana, e poi tornare qui. Sino a che la pazzia non ti divora. Come nel 2011 quando un altro ghanese, sempre trentenne, entrò in un casa senza un motivo, bastonò a morte una bambina di 11 anni e poi la gettò in un canale. Senza un perché.
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Mercoledì 4 Luglio 2018, 08:28 - Ultimo aggiornamento: 04-07-2018 12:16
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COMMENTA LA NOTIZIA
4 di 4 commenti presenti
2018-07-05 14:46:36
facile dare la colpa alla presunta "pazzia", ma questi impazziscono troppo presto... il mondo è pieno di senzatetto, ma solo quelli africani danno i numeri con violenza. Fate una breve ricerca su google, vedrete i centinaia di casi di "immigrato si spoglia nudo"! qui abbiamo a che fare con un problema culturale di un intero continente, non di casi isolati di "pazzia", come i giornaletti vogliono farci credere
2018-07-05 11:41:09
E che dire della zona della stazione centrale di Napoli?
2018-07-05 09:53:54
Questi sono i regali che ci ha fatto Renzi e & !!
2018-07-04 13:03:10
E questa è l'accoglienza che fa lo "Stato"". E poi abbiamo personaggi di istituzioni che fanno affari con la criminalità sfruttando la situazione e riversando questa marea umana disperata in zone dove già vivono in condizioni disperate i gli abitanti del posto.

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