Depuratore guasto, mare nero

di Vincenzo Ammaliato

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Il mare a maggio e giugno è stato mediamente pulito, a tratti anche limpido. Dai primi giorni di luglio, purtroppo è tornato nella sua veste consueta, con un aspetto non rassicurante e torbido. Dalla scorsa settimana, poi, è decisamente non invitante al tuffo, e in alcune ore della giornata anche con evidenti chiazze maleodoranti a superficie.

È la cartolina dell'estate 2018 per il mare di Castel Volturno, soprattutto di quello nel lato sud del suo territorio. E il primo a finire sul banco degli imputanti, manco a dirlo, è l'impianto di depurazione dei Regi Lagni che si trova alla foce del canale. Da qualche giorno, anche se dalla capitaneria di porto non confermano, ci sono gli uomini della locale stazione che indagano sul fenomeno. Gli agenti hanno eseguito indagini visive sulla costa durante le ore diurne e anche sulla scogliera a nord della località del Villaggio Coppola, la più vicina al canale fognario, da dove sta fuoriuscendo fanghiglia di proporzioni preoccupanti. Il sindaco Dimitri Russo, anche perché sollecitato da alcuni gestori balneari, si è messo in contatto coi dirigenti della Geco, la società che gestisce gli impianti di depurazione del Ps3 (appunto i Regi Lagni) e da qui è arrivata una prima ammissione di responsabilità. Secondo i tecnici del depuratore, nei giorni scorsi ci sarebbe stato un problema strutturale a uno degli impianti, obsoleti e fatiscenti, che ha provocato la fuoriuscita a mare dei fanghi di risulta dell'attività di depurazione. «Tuttavia cerca di rassicurare il sindaco Russo dalla Geco mi hanno assicurato che il guasto è stato solo temporaneo, che la fuoriuscita dei fanghi non è stata eccessiva e che tutto è già tornato alla normalità».

La normalità, per l'impianto dei Regi Lagni, significa inefficienza, perché i depuratori lavorano al 40, massimo 50 per cento della potenzialità. Gli impianti dovrebbero essere tutti riadeguati, una gara, per questo scopo, fu bandita dalla Regione Campania nell'ormai lontano 2006 con la formula del financial project; fu aggiudicata a un consorzio che non mantenne le clausole del contratto e la Procura casertana sequestrò gli impianti nel 2010 accusando i gestori di disastro ambientale. Adesso per la loro ristrutturazione in linea teorica ci sarebbero i finanziamenti del progetto regionale Bandiera Blu; ma sono anni che le istituzioni ne parlano, ma a farla da padrone negli impianti è ancora ruggine e degrado. Neanche al Comune litoraneo ci sono notizie su un eventuale croniprogramma delle opere da effettuare. Intanto, l'acqua del mare che bagna Castel Volturno, nei fine settimana di luglio e agosto, quando c'è il picco delle presenze turistiche, assume diversi colori, ma non certo quello blu.
 
Giovedì 2 Agosto 2018, 15:33
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2 di 2 commenti presenti
2018-08-02 18:40:18
Il territorio a cavallo delle provincie di Napoli e Caserta, che comprende anche il litorale Domitio, è considerata la terra più inquinata dell'Europa occidentale. Il mare che bagna questa terra è il più inquinato del Tirreno, escludendo ovviamente le aree portuali. E' solo un caso?
2018-08-02 15:54:41
Dove sta la notizia ? Litorale Domizio da sempre inquinato senza speranza

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