L'addio di De Rosa, sindaco nel paese di Zagaria: «Troppe minacce, lascio»

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di Mary Liguori

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I colpi di lupara, l'aggressione, la minaccia. «Il sindaco si deve dimettere». E, a quarantotto ore dal raid, Marcello De Rosa molla. Dimissioni irrevocabili, depositate ieri al Municipio di Casapesenna, comune del Casertano che secondo i pentiti ha avuto un solo «vero sindaco» dagli anni Novanta e fino al 2011: il boss Michele Zagaria. Sabato hanno picchiato il fratello maggiore del sindaco. Forse volevano colpire il primo cittadino che però vive sotto scorta. Tre uomini hanno sparato con una carabina contro la macchina del sessantenne, imprenditore edile come il fratello politico. Poi lo hanno ferito alla testa.

De Rosa, alla fine, ha deciso di piegarsi alle minacce, le hanno chiesto di andarsene e lei si è dimesso...
«Non ho paura della camorra, ma non posso fare diversamente, un conto sono le mie scelte, un altro è la tranquillità della mia famiglia. Faccio un passo indietro, il sogno di normalità per Casapesenna lo devo accantonare, almeno per il momento. I miei familiari mi hanno chiesto di fermarmi e loro vengono prima di tutto. Ringrazio lo Stato che non ci ha mai lasciati soli, ma la scorta basta per me, non per tutti. Lo dimostra quanto è successo sabato: quello che hanno fatto a mio fratello è gravissimo. È stato pedinato, aggredito e hanno sparato contro la sua macchina con una carabina. Il tutto per mandare un messaggio a me. Sette mesi fa ho avuto una minaccia, ho denunciato, come quando ho fatto arrestare gli estorsori del clan».

In passato aveva già subito minacce di questo tipo, quattro mesi dopo essere stato eletto la sua famiglia fu sequestrata. Perché adesso che il clan sembra molto meno presente sul territorio ha deciso di lasciare?
«Fui eletto nel giugno del 2014 e il 6 novembre successivo firmai l'ordinanza di abbattimento per la casa del fratello del boss. Venti giorni dopo, quattro banditi armati tennero sotto tiro le mie figlie, mia moglie e la babysitter. Attesero che io rincasassi e mi puntarono una pistola in testa, mi dissero sei un pezzo di merda, non ti sai comportare... te ne devi andare».

Due anni prima aveva denunciato e fatto arrestare alcuni estorsori dei Casalesi. Dopo la rapina, ottenne la scorta. In questi giorni circola la notizia che il dispositivo di sicurezza fosse in scadenza. È così?
«La tutela mi è stata rinnovata il 27 ottobre e la prossima valutazione è prevista per la fine di marzo. Purtroppo questo è un territorio in cui si ha l'abitudine di spettagolare e poi crocifiggere le persone sul web, ma i processi si fanno in tribunale, ci sono le procure deputate a questo».
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Martedì 5 Dicembre 2017, 10:25 - Ultimo aggiornamento: 05-12-2017 11:28
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2 di 2 commenti presenti
2017-12-05 15:03:52
Non 'Sindaco di Zagabria'....Mai titolo è stato di peggior effetto!. Ma, tralasciando tutto ciò, viene da chiedersi dove sia l'intero Paese di fronte alla vicenda del sindaco. In questi casi non può essere ammesso questo atteggiamento tipico di chi sta a guardare. Qui non entra in gioco la paura. Quando si è in tanti si manda un chiaro messaggio a qualcuno. Invece, a parte qualche probabile smentita, vedo tanta solitudine nella scelta del sig. De Rosa. Come spesso capita, dopo che si vota una persona, degna ed onesta, si delega e si sparisce. Oppure si sta a guardare cosa sarà capace di fare. No, non è così che dovrebbe funzionare, a meno che non ci si voglia rimettere nelle mani di qualcuno senza spina dorsale, che non creerà alcun problema, in un bell'equilibrio ...... e così via!
2017-12-05 22:08:29
Naturalmente nel titolo era riportato, troppo sinteticamente, Sindaco di Zagaria, non Zagabria.

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