Colpito da pallottola vagante nella notte di Natale, sotto torchio impresario funebre

di Marilù Musto

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È stato interrogato per due volte e ha subito due perquisizioni: il 25 e il 31 dicembre 2017. Qualche giorno fa è stato ascoltato di nuovo dagli inquirenti per fornire nuove informazioni. È V.R., è il fratello del titolare di un’agenzia di onoranze funebri a Parete. È lui il proprietario del terreno incolto di via Vicinale Vecchia. Da lì sarebbe partito il colpo che ha attraversato il cervello di Luigi, solo 14 anni, giovane promessa dell’accademia Frocalcio e in arrivo all’Avellino calcio, a un passo dal contratto per le giovanili.

Via Vicinale Vecchia è, infatti, la strada parallela a via Vittorio Emanuele, il corso dove Luigi è stato raggiunto da un proiettile.

V.R.  - va precisato subito - non è iscritto nel registro degli indagati e non ha il porto d’armi, ma per due volte ha ricevuto la visita dei carabinieri, su mandato della Procura di Napoli nord, retta da Francesco Greco. È il nipote di un altro imprenditore che un anno fa si vide esplodere una bomba davanti al suo esercizio commerciale. Intimidazione camorristica, quella del gennaio 2017. Acqua passata, storia chiusa. Il fascicolo sul ferimento di Luigi, invece, ha solo 18 giorni di vita. Gli inquirenti hanno individuato la traiettoria del colpo di pistola esploso, probabilmente, dal terreno di V.R., a un passo dal confine con Lusciano. Proprio lì è stato installato, qualche anno fa, un ripetitore di telefonia mobile; subito dietro c’è un fondo con degli alberi che «sfocia» nel territorio di Lusciano. Un anno fa, in quella zona, una donna denunciò ai carabinieri di aver subito un danno da un colpo di pistola che aveva ridotto in frantumi il vetro di una finestra. La mattina del 24 dicembre scorso, qualcuno avrebbe esploso tre proiettili di una calibro 9 proprio lì, in campagna. A spiegarlo, non è un testimone, ma la balistica: scienza che contiene i concetti di «tiro utile» e «gittata». È stata questa seconda fase, la «gittata», non controllata da colui che ha esploso il colpo, che ha permesso al proiettile, anche da una lunga distanza, di oltrepassare la testa del povero Luigi, in compagnia degli amici appena uscito dal bar Centrale di via Vittorio Emanuele.

Stando al perito tecnico Claudio De Matthaeis, nominato dalla Procura di Napoli nord, il proiettile avrebbe seguito la traiettoria del «tiro utile», scelto dal «tiratore» per circa cinquanta metri, mentre per 800 metri avrebbe seguito la strada della «gittata», in discesa. Ed ecco tracciato il percorso del proiettile. Ora, gli inquirenti, stanno cercando di chiudere il «cerchio» utilizzando le celle telefoniche. I carabinieri hanno stilato l’elenco di tutti i titolari dei numeri telefonici che nel raggio di cento metri si trovavano nei pressi del campo di via Vicinale. In questa lista c’è anche il nome del «tiratore» in vena di provare l’arma. Una potentissima arma. Ma è come cercare un ago in pagliaio. Gli inquirenti, però, non abbandonano la pista dell’auto in corsa su via Vittorio Emanuele. Per non lasciare nulla al caso, ieri è stato di nuovo visionato il video fornito dal titolare del bar Centrale, alla ricerca di qualche particolare in più. In sostanza, si è vicini a una svolta, mentre le condizioni di Luigi in ospedale continuano ad essere critiche. Una settimana fa i parenti avevano ben sperato quando il ragazzo ha provato a stringere la mano alla mamma. Poi è sopraggiunta la febbre. A Parete, intanto, nessuno parla, nessuno fornisce le informazioni agli investigatori. E anche la fiaccolata, organizzata per sollecitare la confessione della persona che ha ferito Luigi, non è servita a nulla. Parete resta, sembrerebbe, un paese silente. 
Martedì 9 Gennaio 2018, 12:57 - Ultimo aggiornamento: 09-01-2018 16:49
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