Terrore nel centro profughi, il racconto dell'imprenditore ai domiciliari: «Mi ha tirato una pietra, ho sparato per paura»

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di Gigi Di Fiore

Inviato a Gricignano d'Aversa

È nella sua bella casa, agli arresti domiciliari. La medicazione sotto lo zigomo sinistro è visibile. Carmine Della Gatta, 43 anni, è circondato dai familiari e racconta al suo avvocato Giovanni Cantelli la sua versione su quello che è accaduto nella notte. Appare provato e lo conferma: «Sì, sono molto turbato. Mi dispiace per quel ragazzo, se tornassi indietro non farei quello che ho fatto. Ho avuto paura, mi ha aggredito, mi ha ferito con una pietra, ho cercato di difendermi. Temevo di essere assalito da più persone, che a lui si unissero altri migranti». Nella notte, prima di presentarsi in caserma su consiglio del suo difensore, Della Gatta era tornato a casa per medicarsi, contattando anche la guardia medica. Poi, aveva voluto documentare le ferite sul volto, che dimostrano l'aggressione subita, facendosi fotografare, con le macchie di sangue visibili anche sul maglione scuro, dai familiari.
 

La sua tesi difensiva è la reazione per paura della propria incolumità. Una legittima difesa, da opporre alla grave accusa di tentato omicidio che gli contesta la Procura di Napoli nord. Avrebbe estratto la pistola e ferito Bobb Alagiee soprattutto per paura. Imprenditore di famiglia di imprenditori, Della Gatta è conosciuto a Gricignano come «il Berlusconi del paese». E lui dice di aver sempre lavorato con onestà, impegnato in più attività. I guadagni principali sono arrivati dall'attività edilizia, condivisa con i fratelli, con cantieri in tutta la regione e sedi legali a Gricignano e ad Aversa. Ha costruito decine di immobili nella provincia casertana. Sono stati realizzati da una società di cui è amministratore anche le dodici palazzine di via Leonardo da Vinci dove è ospitato il centro «La Vela». È un parco con villette a schiera in un'area Pip del comune di Gricignano. Dieci anni fa, due delle dodici palazzine vennero sequestrate perché sospettate di essere state realizzate senza concessione. Una vicenda di presunto abusivismo edilizio che, spiega il suo avvocato Giovanni Cantelli, «venne poi chiarita e risolta». In parte di quegli immobili, c'è il centro «La Vela», un uso concesso, con contratto di fitto sottoscritto dal ministero dell'Interno attraverso la Prefettura, che aveva disposto il bando per reperire gli immobili necessari ad ospitare i migranti. Otto anni fa, contro la porta d'ingresso degli uffici della società edile dei fratelli Della Gatta vennero vennero sparati sei colpi di pistola in successione. Un episodio misterioso su cui incombeva il sospetto del racket.
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Domenica 12 Novembre 2017, 11:04 - Ultimo aggiornamento: 12-11-2017 15:34

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3 di 3 commenti presenti
2017-11-12 16:07:13
La gestione dell'immigrazione da parte della sinistra è sotto gli occhi di tutti, siamo pieni di africani e asiatici giovani maschi che non si capisce da che guerre fuggono,siamo pieni di migranti che riempiono le cronache nere dei giornali,siamo pieni di migranti che dicono di scappare dalla guerra,dalla povertà e dalla fame,ma vengono da pesi dove non c'è la guerra,hanno migliaia di dollari da dare ai trafficanti per venire in Italia e quando arrivano protestano per il cibo e il wi-fi.Qualcosa non torna.Poi siamo pieni di centri di accoglienza che ci costano miliardi e ogni tanto spunta fuori qualche inchiesta e qualche scandalo.
2017-11-12 15:24:55
C'è sempre causa ed effetto. La gente è giustamente insofferente perché è stata privata della libertà e della sicurezza complici i politici. Non si comprende il piano di questo governo, l'appoggio a soros ed un papa che sta agevolando una invasione africana ed islamizzazione del tutto prive di razionale. I paesi del nord europa hanno di buon grado accettato il piano delle lobby ma hanno messo un limite ai numeri perché fanno i conti a casa propria e più di un tot non riescono ad ospitare e rieducare come bravi cittadini. E, non consento a sta gente di navigare liberamente senza leggi mettendo a rischio il popolo sovrano. Mattarella amico di soros amico di gentiloni che da ordini a migliore e che li riceve dalla boldrini che opera col placet di un papa islamizzato in nome del suo Dio, che non è quello delle tavole sacre, ci sta portando al fallimento processo già peraltro iniziato causa la nostra classe politica e giudiziaria. Il pover'uomo di Aversa era forse esasperato dal comportamento di gentaglia per cui nessuno ha il dovere di civilizzare fuori dalle loro mura. Eppure, il finto cattolico italiano si impietosisce di fronte alle notizie manipolate dei TGRAI ma diventa intollerante davanti agli stupri. Delle due l'una: o si combatte per chiudere le frontiere e restituire questa abnorme massa umana ai luoghi di origine oppure non lamentiamoci se le nostre figlie sono prede per caccia e subiamoli con tanto di placet papale.
2017-11-12 13:28:08
Scomodo il mio commento vero?

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