Il super boss Zagaria con la corda al collo: sorvegliato in carcere, telecamere anche in bagno

di Biagio Salvati

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Sono attive già da due mesi, anche nel bagno, le telecamere di sicurezza installate nella cella di Michele Zagaria, il boss dei Casalesi detenuto nel carcere milanese di Opera protagonista a novembre e a dicembre dello scorso anno di due minacce di suicidio, realizzate provando a strangolarsi con il filo del telefono mentre si trovava in videoconferenza dalla saletta del penitenziario per un processo che si svolgeva a Santa Maria Capua Vetere. Da quel momento - anche su sollecitazione dell'avvocatessa Barbara Lettieri che sta curando la parte dell'esecuzione della pena di «Capastorta» - sono state rafforzate le misure di videosorveglianza in quanto Zagaria, sotto cura da uno psicologo, avrebbe manifestato chiare tendenze suicide.

Una reazione al regime di carcere duro (cosiddetto 41bis) appesantito, come spiegano i suoi legali (due dei quali revocati per protesta in un processo in corso a Napoli) anche dalla «mancanza di un compagno per l'ora di socialità, in quanto il carcere non ne riesce a trovarne uno che vada bene, ma anche il cambio del medico psichiatra che lo seguiva per il suo stato depressivo. Il nuovo non gli prescrive più medicinali, e per lui la situazione si fa sempre più complicata». 
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Sabato 10 Febbraio 2018, 09:36 - Ultimo aggiornamento: 10-02-2018 11:08
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2018-02-11 07:59:01
Perchè...?
2018-02-10 11:33:39
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