Camorra, i verbali di Schiavone jr: «Boom di appalti a chi era con me»

di Leandro Del Gaudio e Mary Liguori

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«Imprenditori collusi con noi del clan dei Casalesi». Una categoria a parte, un gruppo di uomini d’affari che nel corso degli anni hanno bussato alle porte della famiglia di Francesco «Sandokan» Schiavone, per chiedere una cosa su tutte: lavoro e protezione. Bastava il via libera dei Casalesi e le cose cominciavano a girare per il verso giusto, tanto che piccoli imprenditori che negli anni Novanta sbarcavano il lunario - nel senso che un poco facevano azienda e un poco si arrangiavano a fare altre cose (come vendere abiti rubati in casa) - nel decennio scorso hanno svoltato in senso positivo: tenore di vita alle stelle grazie a commesse e appalti che cambiano la vita a te e ai figli tuoi. Parola di Nicola Schiavone, l’ex boss che per almeno otto anni ha governato la potente dinasty criminale, investito dal padre, il capo dei capi detenuto al carcere duro e garante dei rapporti con le altre famiglie - in particolare con i Bidognetti e negli anni della latitanza di Antonio Iovine e Michele Zagaria (arrestati rispettivamente nel 2010 e nel 2011).
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Lunedì 15 Ottobre 2018, 22:58 - Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 07:03
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