Barriera di rifiuti in strada,
la processione cambia percorso

di ​Franco Tontoli

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Di qui non passa la processione? E allora non passa nessuno. A Tuoro un pomeriggio di rivolta, almeno così dovrebbe essere stato ascoltando la gente. Sembra che sia stato un giovane, solitario, a interpretare il malumore degli abitanti di via Abbagnano, via Martiri delle Foibe e le altre intorno al Parco Primavera e a svuotare, quindi, due cassonetti stracolmi di sacchetti di rifiuti e poi a capovolgere i grossi contenitori al bivio di via Marchesiello, strada di accesso alla borgata. Intorno alle 19 l’incursione, quasi in concomitanza con la partenza della processione di Sant’Anna dalla chiesa parrocchiale dove alle 18, come da programma, dopo l’omaggio al Monumento ai Caduti, attiguo alla chiesa, il corteo presieduto dal parroco don Biagio Saiano, andava prendendo le mosse. L’intervento dei carabinieri è stato sollecito, liberato lo sbarramento almeno per il transito di qualche auto, vari giri di perlustrazione e tutto, tranne l’ingombro della spazzatura riversata in strada e l’intuibile olezzo, si riavviava alla normalità. Niente passaggio della processione, quindi, che veniva, sul tardi deviata per un tragitto più breve con grande delusione di tanti anziani di via Abbagnano soprattutto che avrebbero volentieri salutato la Santa patrona anche quest’anno.
Orecchio ai commenti, malumore per il gesto sconsiderato per il solitario incursore, malumori per le condizioni in cui versa questo quartiere di Tuoro sempre più abbandonato, con riserve di rifiuti che vi stazionano per giorni, per le condizioni della strada che è tutto un susseguirsi di dune e bubboni di asfalto a causa delle radici sempre più emergenti dei pini che fanno ala. «Ma hanno fatto male ad approfittare del passaggio della processione, comunque impedito, per protestare contro questi mali che qui, in questa zona, intorno allo scheletro del palasport che è una discarica, sono insanabili perché nessuno ne prende a cuore le soluzioni».

Più avanti, lungo via Marchessiello, c’è uno slargo davanti a una cappella votiva dedicata alla Madonna, ci sono panchine fissate come in chiesa, luogo di raccoglimento per viandanti. Ci sono fedeli in attesa della processione, un gruppo è venuto dalla vicina borgata di Falciano. Discute un gruppo di residenti. «Ogni anno sempre peggio, la tradizione si va spezzando, la processione non deve essere lunga nell’orario e nel percorso, qui la gente ci tiene alla visita di Sant’Anna, le offerte le raccolgo casa per casa, poi non fanno passare la processione». È la sintesi del malumore, per buona parte indirizzata al parroco don Biagio. Il quale, per la verità, era stato chiaro nella stesura del programma, nero su bianco, anzi verde sul giallo dei manifesti come i colori della Santa. Nel messaggio il parroco aveva ammonito i fedeli «dalla tentazione di difendere tradizioni che nulla hanno a che fare con lo spirito autentico delle vera devozione, facendo diventare quest’ultima non più genuina espressione cristiana ma una vera espressione paganeggiante se non addirittura anticristiana». Il tutto ispirandosi alle «Norme per le feste religiose» promulgate un anno fa dalla Conferenza Episcopale Campana. Quindi niente questue e niente botti a fuochi durante la processione. Ma ai fedeli, rappresentati dalla sola «testa calda» come riferivano, non è andata giù. Il programma affisso a tutte le cantonate annunciava «dopo la solenne processione sarà offerta a tutti i convenuti una sorpresa da parte del comitato organizzatore». La sorpresa, di pessimo gusto, l’hanno fatta purtroppo altri.
 
Lunedì 7 Agosto 2017, 09:40 - Ultimo aggiornamento: 6 Agosto, 23:38
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