Ai domiciliari le donne di Zagaria, annullata l'accusa di camorra

di Mary Liguori

Le donne di Zagaria sono tornate a casa la scorsa notte alle due. Il tribunale del Riesame di Napoli ha accolto l'istanza del collegio di avvocati che difende la sorella e le cognate del capo dei capi dei Casalesi, annullando per le quattro indagate l'aggravante dell'articolo 7 della legge antimafia.

Beatrice Zagaria, Francesca Linetti,  Patrizia Martino e Tiziana Piccolo sono finite in carcere due settimane fa al culmine di un'inchiesta della Dia con l'accusa di avere percepito stipendi da 2500 euro al mese. Soldi ritenuti provento delle attività illecite del clan Zagaria; di qui l'ipotesi di ricettazione aggravata dal metodo mafioso. Per Beatrice, sorella del capoclan Michele «capastorta», la Dda di Napoli - sostituti procuratori Alessandro D'Alessio e Maurizio Giordano - aveva ipotizzato anche il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, ma il gip ha già fatto cadere quest'accusa.
 

Esaminati gli atti, il Riesame di Napoli ha deciso dunque di annullare per le quattro donne l'aggravante mafiosa, disponendone la scarcerazione e ordinando i domiciliari. Le indagate sono difese dagli avvocati Angelo Raucci, Giuseppe Stellato e Ferdinando Letizia. 
Giovedì 28 Dicembre 2017, 16:30 - Ultimo aggiornamento: 28-12-2017 19:03
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