Sbarchi migranti, 4 miliardi di euro
per la criminalità organizzata

COSENZA - Oltre 650mila migranti sbarcati sulle coste italiane a «maggiore controllo» della criminalità organizzata dal 2011 ad oggi. Viaggi della speranza che hanno generato un guadagno illecito pari a circa 4 miliardi di euro con un incremento di oltre 300 punti percentuali nel triennio 2014-2016. È quanto emerge dalla nota scientifica dell’Istituto Demoskopika “Sbarchi e disperazione. Il giro d’affari della criminalità organizzata” dove viene fuori che mafia, camorra, ‘ndrangheta e sacra corona unita concedono la gestione del traffico di esseri umani in cambio di collaborazione in altri business illeciti. In particolare, elaborando i dati dell’Unhcr, sono stati oltre 486mila i migranti arrivati via mare in Sicilia, poco meno di 100mila quelli sbarcati sulle coste calabresi, circa 50mila i flussi di immigrati che hanno toccato le coste della Puglia e poco più di 18 mila sono approdati sulle coste campane. Analizzando il giro d’affari viene fuori che i guadagni illeciti incassati dai trafficanti raggiungono complessivamente oltre 3.914 milioni di euro: 2.918 milioni di euro per gli sbarchi in Sicilia,  594 milioni di euro per i migranti approdati nelle coste della Calabria, 293 milioni in Puglia e, infine, 109 milioni in Campania.

«La criminalità organizzata italiana – commenta il presidente dell’Istituto Demoskopika, Raffaele Rio – ha concesso ai gruppi criminali trasnazionali, con in testa le organizzazioni cinesi, magrebine, nigeriane e albanesi, di poter gestire l’intera filiera del traffico degli esseri umani. In cambio del denaro per il trasferimento e i servizi annessi, spesso anticipato dal trafficante, i migranti sono totalmente asserviti alle organizzazioni criminali almeno fino all’estinzione del debito contratto. Il placet di ‘ndrangheta, mafia, camorra e sacra corona unita - precisa Raffaele Rio – avviene per alcuni motivi prioritari. In primo luogo, la concessione dei sodalizi criminali italiani, ‘ndrangheta in testa, alle organizzazioni di trafficanti di esseri umani ottiene il beneficio di una “complicità criminale organizzativa” di queste ultime nel mercato degli stupefacenti il cui giro d’affari è, senza alcun dubbio, più remunerativo dell’arrivo dei clandestini. In secondo luogo perché la criminalità organizzata italiana può ottenere elevati guadagni da appalti e subappalti, vinti al ribasso, potendo disporre di un esercito di lavoratori a basso costo».
 
 
 
Lunedì 22 Maggio 2017, 18:57 - Ultimo aggiornamento: 22-05-2017 18:57
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