Omicidio Canale, scoperti
mandanti ed esecutori
Killer a 20 anni per 10mila euro

Un momento della conferenza stampa 
tenutasi a Reggio Calabria
di Serafina Morelli

Reggio Calabria - Un regolamento di conti interno alla cosca “Condello-Chirico”. Un omicidio che i killer portarono a termine per una cifra compresa fra i 10mila e i 14mila euro. E all’epoca dell’agguato, il 12 agosto del 2011, i due esecutori dell’omicidio di Giuseppe Canale, avevano poco più di vent’anni. Oggi la Dda di Reggio Calabria ricostruisce, sei anni dopo, quanto accaduto a Gallico Superiore, nella periferia nord della città dello Stretto. Individuati mandanti ed esecutori. I killer spararono in una piazza, in pieno giorno per uccidere l’uomo del clan Serraino. I Carabinieri dei Comandi provinciali di Reggio Calabria e Vibo Valentia, supportati dallo Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di sei persone: Filippo Giordano (41 anni), Domenico Marcianò (34), Sergio Iannò (45), appartenenti alla cosca Condello-Chirico, ritenuti gli ideatori e mandanti dell’omicidio; i 27enni Cristian Loielo e Nicola Figliuzzi, legati alla consorterie delle Preserre vibonesi, sarebbero stati i veri esecutori dell’agguato. A reclutare i sicari, invece, Salvatore Callea (50 anni) che avrebbe assicurato ai due killer il necessario supporto logistico, garantendo la fuga a bordo della propria auto.

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza ripresero quanto accaduto il 12 agosto 2011. Un agguato in perfetto stile mafioso: i due killer, a bordo di uno scooter, iniziarono a sparare all’impazzata per uccidere il 39enne Giuseppe Canale che passeggiava in piazza a Gallico, accanto a un bar. Le immagini immortalarono, alle 14.40, un uomo correre con il casco in testa, subito dopo uno scooter che lo segue e la vittima che tenta di sottrarsi ai colpi di pistola. Non esitarono a fare fuoco all’impazzata. Un proiettile vagante ferì un passante che stava passando casualmente da quelle parti. Continuarono a inseguire Canale, riuscendo a porre fine alla sua fuga. Un colpo alla testa per firmare il delitto di ’ndrangheta.

Immediatamente gli inquirenti del nucleo investigativo di Reggio Calabria inquadrarono la vicenda in uno scontro finalizzato al raggiungimento di nuovi equilibri criminali nella frazione Gallico di Reggio, area sotto il controllo della cosca Condello. Dopo gli arresti delle operazioni “Meta” e “Crimine”, portate a termine nel 2010, per il clan fu necessario ridefinire gli assetti interni e riaffermare il potere dei Condello. «È stata un’indagine complessa - ha affermato il comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, Giuseppe Battaglia - portata a termine grazie a una ricostruzione precisa delle diverse modalità di reclutamento dei killer e delle motivazioni che avevano condotto a questo delitto. Fu una risposta all’omicidio di Domenico Chirico, assassinato il 20 settembre 2010. I due killer giovanissimi del vibonese – ha affermato il comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, Giuseppe Battaglia - furono reclutati dal clan Condello per un riequilibrio nell’ambito del medesimo clan». A testimoniarlo anche le intercettazioni e le dichiarazioni di tre nuovi collaboratori di giustizia.
 
Venerdì 10 Novembre 2017, 17:33 - Ultimo aggiornamento: 10-11-2017 17:33
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