Mani della 'ndrangheta sulla movida
Presi i rampolli dei clan di Reggio Calabria

La Questura di Reggio Calabria
di s.m.

REGGIO CALABRIA - Aggressioni, risse, intimidazioni nei locali della movida reggina. Il branco si presentava davanti ai luoghi di intrattenimento serale, soprattutto quelli del lungomare della città dello Stretto durante la stagione estiva, picchiando e minacciando chiunque non riconoscesse il loro ruolo. I protagonisti erano le giovani leve della ‘ndrangheta reggina che, evocando la loro appartenenza a storici casati del quartiere di Archi, si proponevano quale gruppo dominante della scena serale e notturna della città.

Stamani i militari del Comando provinciale carabinieri e della Squadra mobile di Reggio Calabria hanno eseguito 15 provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio nei confronti di altrettanti indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, porto e detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, tentata estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, intestazione fittizia di beni, maltrattamento di animali con l'aggravante del metodo mafioso. L’indagine, denominata “Eracle”, ha consentito di accertare come esponenti di primo piano della cosca Condello, agendo in perfetta sintonia con alcuni rampolli del clan Tegano, avessero assunto anche la gestione monopolistica dei servizi di “buttafuori” nei principali lidi e locali d’intrattenimento serale.
 
Giovedì 27 Aprile 2017, 10:24 - Ultimo aggiornamento: 27-04-2017 10:24
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