Fermato l'aggressore di don Giorgio, picchiato brutalmente
a Reggio Calabria

Don Giorgio Costantino
di Serafina Morelli

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REGGIO CALABRIA - Le immagini delle telecamere di videosorveglianza li hanno ripresi mentre aggredivano brutalmente don Giorgio Costantino, parroco della chiesa di “Santa Maria del Divin Soccorso” a Reggio Calabria, la notte fra martedì e mercoledì nel cortile della canonica parrocchiale. E c’è già un primo fermo: questa mattina il 25enne Giacomo Gattuso (in foto) è finito in carcere con l’accusa di tentato omicidio, aggravato dall’aver agito per futili motivi ai danni di una persona ultrasettantenne. Il ragazzo insieme a un gruppo di giovani avrebbe picchiato con calci e pugni il parroco a seguito, probabilmente, di un rimprovero. È stato colpito più volte alla testa, con una violenza inaudita, poi l’hanno lasciato a terra e si sono allontanati velocemente.



Il sacerdote di 74 anni, che era stato sottoposto a un intervento chirurgico resosi necessario per ridurre un ematoma cerebrale, stamani si è risvegliato dal coma farmacologico e ha riconosciuto i familiari e il personale medico che erano accanto a lui.
Le indagini sono ancora in corso e gli investigatori sono al lavoro per individuare il resto del branco. Ragazzi che frequentavano spesso il piazzale antistante la Chiesa. L'acquisizione delle immagini riprese dagli impianti di videosorveglianza presenti in zona ha consentito ai carabinieri di Reggio e della stazione Rione Modena di stringere il cerchio nei confronti di Giacomo Gattuso, abituale frequentatore del luogo. Già nel mese di settembre alcuni vandali avevano devastato il centro d’ascolto parrocchiale dove don Giorgio presta aiuto a poveri e bisognosi. E fu lo stesso sacerdote a denunciare l’accaduto.

«Chiedo ai ragazzi, che hanno compiuto questo vile gesto, di volerli incontrare per guardarli negli occhi, ascoltare i loro problemi e poter dare loro il segno cristiano del perdono e della speranza». A scriverlo è l’arcivescovo di Reggio Calabria, Giuseppe Fiorini Morosini, che oggi, di rientro dal suo viaggio da Roma, ha voluto incontrare don Giorgio. In una lettera ai parroci e ai fedeli ha condannato «il vile gesto compiuto. Si rinnova la tristezza e il rammarico per come la violenza sia così feroce anche a livello giovanile, e come la vita umana sia sempre più svalutata». 
Giovedì 25 Maggio 2017, 17:13 - Ultimo aggiornamento: 25-05-2017 20:35
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