Autonomie, anche la Calabria verso il referendum

di Marco Esposito

  • 275
Si avvicina il referendum per l'autonomia in Lombardia e in Veneto, in calendario per il 22 ottobre, e arriva finalmente una risposta dal Sud. L'ha presentata ieri a Roma Forza Italia la quale propone che si estendano i referendum a tutta l'Italia e in particolare nel Mezzogiorno, ovviamente se le comunità regionali sono d'accordo. A illustrate la proposta, nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio, è il capogruppo di Fi alla Camera Renato Brunetta insieme a Mara Carfagna, Paolo Russo, Roberto Occhiuto, Renata Polverini e Jole Santelli, coordinatrice di Fi in Calabria, la prima regione che ha deciso di avviare le procedure (attraverso un disegno di legge consiliare) per chiedere un referendum consultivo sul modello della Lombardia e del Veneto, ma molto diverso nei contenuti.

«La necessità - secondo Brunetta - è che ci sia uno stato meno invadente al Nord e più efficiente al Sud. Chi lo ha detto che i referendum debbano essere fatti solo al Nord Italia? Noi ovviamente voteremo sì in quelle regioni e siamo convinti che il regionalismo differenziato sia un'occasione di rilancio». L'iniziativa, per la Santelli, offre l'occasione «alle classe dirigenti locali di poter cogestire alcune materie con lo Stato e, contemporaneamente, impegna lo Stato stesso a lavorare per ridurre il divario tra Nord e Sud. Si tratta di un nuovo meridionalismo non più basato sul piagnisteo». La convinzione di Mara Carfagna è che, dopo la Calabria, altre Regioni possano seguire la stessa strada perché «il regionalismo differenziato può rappresentare uno strumento per colmare il gap, purtroppo aumentato, tra il Nord ed il Meridione». Proverà a seguire l'esempio calabrese il Lazio: «Stiamo lavorando - annuncia Polverini - con l'obiettivo di rafforzare la governance di Roma capitale. Il modello di riferimento è Parigi». Ma anche la Campania, spiega Paolo Russo, è quasi pronta e manca una sola firma tra i consiglieri regionali. «In Campania pensiamo a tre quesiti - sottolinea Russo - per chiedere maggiore autonomia, per chiedere interventi perequativi dello Stato e per coordinare le azioni delle Regioni del Sud».

Questi i due quesiti calabresi. Il primo chiede che lo Stato garantisca quei servizi che la Regione Calabria non riesce a dare: «Volete voi che, sulla base dei principi di sussidiarietà e adeguatezza, le condizioni di autonomia della Regione Calabria siano rimodulate a partire da un più incisivo esercizio dei poteri sostitutivi statali al fine sia di garantire la piena uguaglianza tra i cittadini calabresi e i cittadini residenti nelle altre regioni, utilizzando risorse ordinarie e straordinarie anche nell'erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali e dei livelli essenziali di assistenza, sia di raggiungere la definitiva perequazione infrastrutturale tra il territorio regionale e quello nazionale?». 

Il secondo punta alla Macroregione del Sud continentale: «Volete voi che la Regione Calabria stipuli con le altre Regioni dell'Italia meridionale continentale tutte le intese necessarie, ai sensi dell'articolo 117, ottavo comma, della Costituzione, per l'esercizio unitario, anche attraverso l'istituzione di organi comuni, delle funzioni di propria competenza?»

Intanto il presidente del Veneto, Luca Zaia, incassa con favore la decisione del Pd del Veneto a sostegno del sì nel referendum per l'autonomia, ma rileva: «Non è il referendum dei partiti, di nessun partito, ma dei veneti, delle venete e di coloro che hanno deciso di vivere qui».
Mercoledì 2 Agosto 2017, 09:22
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP