Arrestato superlatitante 'ndrangheta: il baciamano fuori dal covo

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di Daniele Regno

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REGGIO CALABRIA - Era sfuggito alla cattura per 23 anni ed il suo nome era stato inserito nell'elenco dei cinque ricercati più pericolosi d'Italia. Ma come tutti i boss non si era allontanato dal suo «feudo». E così la latitanza di Giuseppe Giorgi, di 56 anni, detto «u capra», ritenuto elemento di vertice della cosca Romeo alias «Staccu», si è conclusa ieri mattina, in uno stretto rifugio ricavato nel camino di casa sua, a San Luca, che i carabinieri sono riusciti ad individuare costringendolo alla resa. 

E per avere conferma dello spessore criminale di Giorgi è bastato attendere la sua uscita dalla palazzina in cui si nascondeva. Salutando alcuni parenti, uno di questi gli ha preso la mano banciandola. Una scena cui ha fatto da contraltare l'esultanza degli uomini dello Stato, quei carabinieri che da anni seguivano le mosse del latitante e che, a cattura avvenuta, al rientro in caserma, hanno dato libero sfogo alla propria gioia lanciando le braccia al cielo ed abbracciandosi tra loro. Giorgi deve scontare un cumulo pena di 28 anni e 9 mesi di reclusione per associazione mafiosa finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
 
Sabato 3 Giugno 2017, 08:50
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