Marco Ciriello

Oltre Sabbath

di Marco Ciriello
Il grande romanzo, quest’anno, l’ha scritto la realtà. Oltre Philip Roth – che non a caso ha smesso di scrivere – e il suo Mickey Sabbath, è arrivato un personaggio con un appetito sessuale maggiore. La storia girava da tempo, discontinua, correva tra turbamenti, violenze, imposizioni e silenzi. Un po’ thriller, un po’ comica. Lui, sempre in accappatoio e crema per i massaggi, e davanti l’ingenuità che prendeva corpo di donna. Il proseguimento del sogno americano con l’esuberanza imposta. Migliaia di pagine, alcune ripetitive, altre con un ritmo aggressivo, che subito hanno conquistato i lettori di mezzo mondo, Cina compresa. Accerchiamento della bellezza e intristimento della materialità produttiva, nessun virtuosismo di prestazione, solo pagine di buio, alternate ad altre di iperluce hollywoodiana. Tra notte degli Oscar e viaggi a Cannes, il romanzo regala colpi di scena con trama da kolossal insieme alla miseria del protagonista, che si alterna a grandi deliri con visioni da Lorenzo de’ Medici. La connotazione stilistica gli ha un po’ nuociuto, però quanta vita nel romanzo di Harvey Weinstein. 
Sabato 30 Dicembre 2017, 11:02
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