Marco Ciriello

Niente di personale

di Marco Ciriello
Il viaggio di un archeologo che vagando tra gli imperfezionisti – la definizione e il libro omonimo sono di Tom Rachman –, fuori e dentro le redazioni dei giornali, a cominciare dal suo ex, “L’Espresso”, cerca l’origine del disastro. Non importa se riesca o meno, se qualche nome lo faccia e altri li camuffi, importa, e tanto, le domande che fa e le risposte che ottiene, perché Roberto Cotroneo con “Niente di personale” (La nave di Teseo) riesce a inchiodare la decadenza d’oggi, raccontando il passato. Ci sono momenti altissimi e altri di ferocia – per fortuna –, ci sono dolcezze e concessioni familiari, ricordi e dialoghi-apologo, e, soprattutto, c’è la voragine che ha ingoiato gli intellettuali e l’intera classe dirigente del paese. Cotroneo riesce nell’impresa sveviana di tenere a bada la nostalgia e di usare la psicanalisi, pur sguazzandoci dentro, facendo comprendere a tutti la differenza tra uno scrittore e un personaggio, tra stile e compiacimento. È un grande libro, uno dei pochi salvabili di questi anni, che non lascia nulla in sospeso, ha una geometria perfetta, cortázariana. 
Domenica 7 Ottobre 2018, 15:18
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