Marco Ciriello

Lezioni nabokoviane di Letteratura

di Marco Ciriello
“Il mio corso è, tra le altre cose, una sorta di indagine poliziesca sul mistero delle strutture letterarie”, così apre le sue “Lezioni di Letteratura” (Adelphi) Vladimir Nabokov. Dietro questa esplicitazione c’è l’occhio diverso dello scrittore, la sua voglia di smontare e rimontare i testi di Jane Austen, Charles Dickens, Gustave Flaubert, Robert Louis Stevenson, Marcel Proust, Franz Kafka e James Joyce. E dentro ci sono tutti i numeri del grande scrittore che si fa lettore, il repertorio completo delle sue contorsioni, stile e voce, aspettando l’applauso. È l’artista che si espone e mette in gioco, che lascia intravedere i fulmini che animano il suo pensiero, è il chirurgo che spiega tutto mentre opera e sorride, intrecciando tempi e citazioni, scavando nei testi con l’esperienza della sua singolarissima forza d’azione, prima di ritirarsi dalle indagini, di smettere le ricerche, causa “Lolita”, uno di quei romanzi irripetibili, un pezzo unico che poi finirà pure nelle lezioni di un altro critico per forza e situazione, dopo due fughe (dalla Russia e dall’Europa), proprio come Nabokov, che come diceva Anthony Burgess: «Ci ha fatto l'onore di scegliere la nostra lingua. Per trasformarla».  
Lunedì 29 Ottobre 2018, 15:37
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