Marco Ciriello

Il viaggiatore insonne

di Marco Ciriello
Sandro Penna non ha avuto paura dei proprio desideri, per questo Pasolini diceva che era “il più grande, e il più lieto, poeta italiano vivente”, scavalcando se stesso, Caproni e Montale. Ha conservato quel primato anche in morte. Per Alfredo Giuliani era “Una specie di polinesiano capitato per caso e da perfetto estraneo in mezzo alla società cristiano-borghese dell’Occidente. Gli déi avevano concesso proprio a lui l’arte di dire sempre una sola cosa e in quel poco alludere a una necessità infinita”. Ancora una volta si batte sulla libertà – amorosa – di dire senza freni, con grazia e musicalità: arrivando a tutti. Penna cadeva nelle vite dei suoi lettori, soffice, come pioggia estiva: “Fuggono i giorni lieti / lieti di bella età. / Non fuggono i divieti / alla felicità”. Senza divieti, e con un po’ di ritardo, si è arrivati al Meridiano Mondadori dedicato a Sandro Penna (curato da Roberto Deidier e con la cronologia di Elio Pecora). Arso dalla vita non poteva certo cantare Opere Pie. 
Sabato 26 Agosto 2017, 10:29
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