Titta Fiore

Se Meryl Streep scende in campo
nella battaglia degli Oscar

di Titta Fiore
Sul talento stellare di Meryl Streep, la cosa più icastica l'ha detta Al Pacino: "Accanto alla solita rosa per le attrici candidate, gli Oscar dovrebbero prevedere una categoria a parte per Meryl Streep".  I tanti film, i premi vinti nel corso di una carriera strepitosa, la serietà mai supponente con cui ha attraversato quattro decenni di storia del cinema, la versatilità che le consente di recitare, cantare, ballare con la stessa bravura, hanno fatto di lei un simbolo. Una personalità rispettata e ascoltata in una comunità di potenti "influencer". A Hollywood, insomma, le parole di Meryl Streep pesano. E se in una cerimonia pubblica una come Meryl Streep decide di prendere duramente posizione contro il neopresidente eletto degli Stati Uniti, la faccenda fa subito il giro del mondo.
    E' successo ai Golden Globes, i premi della stampa estera, dove l'attrice è stata premiata alla carriera dopo 30 candidature e 8 statuette vinte. La polemica con Donald Trump su libertà di stampa, diversità e immigrati  ("i temi più bistrattati del Paese, oggi") è diventata virale in un lampo e la replica stizzita di Trump al NYT - "è solo una Hillary lover" - ha finito per dare maggiore eco allo scontro alla vigilia di una cerimonia di insediamento alla Casa Bianca che finora ha ricevuto dalle star più rifiuti che assensi. La gente del cinema, come non ha mancato di sottolineare lo stesso neopresidente, è "liberale", si sa, e particolarmente sensibile ai temi dell'impegno civile. Presidente di giuria al festival di Berlino, Meryl Streep è stata la più appassionata sostenitrice del docufilm sui migranti girato da Gianfranco Rosi a Lampedusa, "Fuocoammare". Ai prossimi Oscar per il miglior film straniero il suo appoggio potrebbe essere altrettanto decisivo.
Martedì 10 Gennaio 2017, 02:00
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