Pastore pedofilo ucciso nel Sannio,
caccia ai killer venuti da fuori

di Enrico Marra

Non si tralascia nessuna pista avevano detto gli inquirenti sin dai primi momenti successivi all'omicidio di Giuseppe Matarazzo. E in queste ore lo ribadiscono, aggiungendo che non va inseguito solo un possibile unico movente, magari quello che sembra il più probabile, perché si rischia poi di non giungere alla identificazione degli autori del delitto. Un lavoro imponente quello che stanno portando avanti carabinieri e Procura, ma che finora non ha dato certezze ma solo indizi in attesa di conferme. Il tutto è finalizzato a identificare quei due killer che giunti in auto a Frasso Telesino hanno ucciso con tre colpi di pistola Matarazzo, 45 anni, da un mese tornato in libertà dopo una detenzione di otto anni in carcere, inflittagli per una violenza su una minore.

Il punto fermo di questa indagine è che gli autori dell'omicidio non erano del posto. Non solo perché hanno agito a viso scoperto, ma anche per il loro atteggiamento. Si sono avvicinati alla vittima per chiedere un'informazione sulla strada da percorrere, e Giuseppe Matarazzo si è prodigato a dar loro delle indicazioni avendo ritenuto che si trattava realmente di persone in difficoltà appunto estranee a quei luoghi periferici. In caso contrario non si sarebbe dilungato a parlare con loro. I killer inoltre hanno voluto, prima di far fuoco, che il pastore si avvicinasse all'auto in modo da poterlo riconoscere e di essere certi di non sbagliare bersaglio.
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Martedì 24 Luglio 2018, 11:11
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