Massacrato di botte al party,
il pm chiede vent'anni di carcere

Una condanna a venti anni di reclusione è stata chiesta ieri per Silvio Sparandeo, 28enne imputato di omicidio per la morte di Antonio Parrella, 32enne beneventano. La requisitoria durata circa un'ora è stata fatta dal pubblico ministero Miriam Lapalorcia davanti al Gup Francesca Telaro che, nella precedente udienza, aveva accolto la richiesta di rito abbreviato, avanzato dai difensori dell'imputato Dario Vannetiello e Maria Cristina Caracciolo. La discussione è fissata per il 19 ottobre, in cui sono previsti gli interventi dei legali di parte civile Angelo Leone e Grazia Longo che assistono i familiari di Antonio Parrella e i difensori dell'imputato. Silvio Sparandeo è accusato di aver provocato la morte del trentaduenne dopo averlo colpito più volte, durante una festa di compleanno, con pugni al volto e un calcio al torace.

Per il pubblico ministero Laporcia l'imputato deve rispondere di omicidio volontario. Il gip Flavio Cusani, invece, nell'ordinanza, con cui stabiliva l'arresto di Sparandeo, aveva avanzato l'ipotesi di un omicidio preterintenzionale. Parrella, era rimasto ferito il 26 luglio durante la lite in un ristorante alla periferia della città, morendo poi il giorno successivo nell'ospedale «Rummo», a causa delle gravi lesioni riportate.
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Giovedì 27 Settembre 2018, 12:00
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