Il giorno dopo di Mastella: «Dieci anni di umiliazioni, mi devono chiedere scusa»

di Franco Buononato

Benevento - È un volto disteso, sereno, quello di Clemente Mastella, sindaco di Benevento, ex ministro di Grazia e Giustizia con Prodi, in conferenza stampa stamattina al President di Benevento per tornare a spiegare dieci anni da imputato e l’asoluzione di ieri. È  rilassato, anche se ha trascrorso ancora una tremenda notte insonne. «Sì, non ho dormito. Dopo l’euforia per l’assoluzione, ho ripercorso fino all’alba questi dieci anni di ingiustizie, di devastazione politica e personale, mia e delle mia famiglia. L’assoluzione mi rende giustizia e onore ma non mi ripaga certo di un decennio di sofferenza, mia e della mia famiglia. Avevo un partito con un milione di voti ed è svanito. La giusitizia, come si dice,  ha trionfato, ma nessuno mi puo ridare dieci anni di lotte, di dolore. Un'inchiesta che mi fece dimettere da ministro. Anche l’ultimo arrivato in politica si permetteva di additarmi come esempio del male, il piccolo Belzebù. L’umiliazione più dura tre anni fa: dovevo partire per gli Stati Uniti con il mio amico Diego Della Valle, avevo il visto ma a Fiumicino non mi fecero imbarcare per questi problemi. Me ne tornai a casa umiliato: ecco anche di questo qualcuno mi deve chedere scusa, anche dagli Usa».
 

Un discorso chiaro, dopo l’intervento dell’avvocato Alfonso Furgiuele che ha delineato con puntualità e chiarezza la strategia difensiva. È una sala piena di amici, amministratori locali con in prima fila seduta la moglie di Mastella, Sandra Lonardo.
Mercoledì 13 Settembre 2017, 13:08 - Ultimo aggiornamento: 13-09-2017 13:27
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