Udeur 2.0, la sfida parte da Napoli
Seimila inviti spediti on line

mastella
di Gianni De Blasio

BENEVENTO - «Ti aspetto sabato alle 10 alla Stazione Marittima di Napoli per dare avvio all’Udeur 2.0». Scusandosi con chi non dovesse ritenere opportuno l’invito, Clemente Mastella ha fatto spedire alla sua portavoce Mara in un solo pomeriggio seimila messaggi, facendo appello ad amici vecchi e nuovi affinché partecipino all’evento. Ma, domani a Napoli dovrebbe intervenire pure una delegazione proveniente da Garbagnate. «Sinceramente, non so neppure dove si trovi - dice Mastella - credo nel Milanese. Mi ha telefonato il vice sindaco mostrando interesse all’iniziativa».
Quanti raccoglieranno l’invito lo si potrà verificare solo domani. La voglia di riscatto e l’ospitalità non tanto generosa di partiti e movimenti presso i quali i militanti dell’Udeur sono approdati in questi dieci anni potrebbero favorire il ritorno sulla scena politica di una componente che, soprattutto in Campania, ha spesso segnato dati significativi, riuscendo a intercettare il consenso dell’elettorato. Nel 2009, un anno dopo il ciclone giudiziario che aveva diroccato il Campanile radendolo pressoché al solo, alle Europee, Mastella, candidato del Pdl, calamitò la bellezza di 80mila voti di preferenza nella sola Campania. Ridottisi a circa 44mila nel 2004, nel mentre l’anno successivo, alle Regionali, Fi, con la moglie Sandra Lonardo e Mino Izzo in lista, si attestò intorno al 23%, una delle percentuali più alte del partito di Berlusconi. Per non dire del successo di Mastella alle amministrative di Benevento, indice di una sintonia costante con l’elettorato. Con la nuova legge elettorale – Mastella non ha mancato di rimarcarlo -, la tradizionale utilità marginale sua e dei suoi amici potrebbe far pendere il piatto della bilancia a favore del centrodestra in diversi collegi maggioritari. «Sul piano politico, questa formula del Mattarellum 2.0 è una formula che va bene per chi è insediato in una serie di territori, soprattutto nel Sud. Anche forze come la mia possono diventare determinanti», dice il sindaco di Benevento. Questo, l’aspetto politico ma l’Udeur 2.0 sta a metà tra una questione di orgoglio, riscatto morale e nostalgie democristiane. «È un’iniziativa dovuta, a chi con me ha ingiustamente subìto tante umiliazioni, a chi è stato relegato ai margini della vita politica, a chi ha dovuto riparare altrove. Al di là di questo, però, avverto l’esigenza di riaccendere l’attenzione sulle vicende del Meridione. Altro tema importante, quello della giustizia, da non interpretare quale rivalsa rispetto ai magistrati, consapevoli, però, che se non si interviene, sono destinati a perpetuarsi i casi di inconvenienze e anomalie frequenti oggi nel nostro sistema giudiziario».
La galassia centrista può svolgere al Sud il ruolo della Lega al Nord. «Qui da noi Salvini non c’è, né FdI possiede la consistenza per sostituirla. In questa parte del Paese le componenti di matrice democristiana rappresentano una componente decisiva per i destini dello schieramento». Da qui, l’idea della quarta gamba del centrodestra. «Mettendo assieme tanti segmenti, costruendo un puzzle indispensabile, sapendo che al Sud l’arcipelago delle componenti di origine scudocrociata costituisce la seconda forza della coalizione. E, oltre alle componenti forti di derivazione democristiana, i segmenti di matrice laica». Con l’Udeur intruppato nella lista della quarta gamba, evidente che verrebbero meno i voti a Fi sul proporzionale. «Non è detto - continua - vedremo come si compone la vicenda. Si potrebbe pure bissare l’esperienza del ’94, con il Ccd integrato in Fi e io capeggiavo la lista. Oppure la lista dei centristi con presenza di adeguate garanzie. Si vedrà, non credo ci saranno problemi». Della partita potrebbe essere pure uno spezzone di Ap. Non quello di Angelino Alfano, però. «Un anno e mezzo fa - conclude Mastella - si ricorderà, mi ero fatto promotore di un’iniziativa che ripetesse l’esperienza della Margherita, facemmo pure un documento con lui, Cesa e Casini. Poi, Alfano ha preferito dedicarsi a fare solo il ministro, senza coltivare un’idea politica strategica, oggi è in difficoltà e mi spiace. Ma quando vi si mette assieme occorre sapere che ognuno perde qualcosa, altrimenti la componente dei moderati sarà difficile crearla e il Centro continuerà a essere irrilevante».
Venerdì 15 Dicembre 2017, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 23:20
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