Rapina senza colpevoli nel Sannio,
lettera a Salvini: «Vogliamo giustizia»

di Gianluca Brignola

FRASSO TELESINO - «Non chiediamo altro che giustizia per non sentirci vittime di un sistema che si inceppa». La rabbia, il rammarico, lo sfogo racchiuso in una lettera inviata ieri al ministro degli interni Matteo Salvini con la quale Gerardo Salvione, ginecologo di Frasso, vittima di una rapina in villa, ha voluto ripercorrere gli ultimi mesi di un dramma che ha segnato irrimediabilmente la sua famiglia. Un'azione in puro stile «Arancia meccanica» per il commando che nella serata del 20 febbraio fece breccia nell'abitazione dello specialista in una zona centrale del piccolo borgo. Quattro malviventi a volto coperto, con accento dell'est, armati di pistole e coltelli, tennero in ostaggio per oltre un'ora 4 giovanissime, le 2 figlie del medico di 16 e 18 anni e 2 amiche, ospitate per una pizza. Violenza, minacce e finanche la roulette russa nel tentativo di estorcere informazioni su denaro e oggetti di valore. Ad avere la peggio, almeno fisicamente, furono il padre e la madre di una delle 2 ragazze, allertati dal prolungato silenzio della figlia. Calci, botte, pugni e una ferita alla testa rimediata dalla donna, accasciata a terra, che provocò anche la fuga dei criminali con un magro bottino.
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Mercoledì 3 Ottobre 2018, 12:00
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