Forza Italia, terremoto De Girolamo: «De Siano e Carfagna colpevoli»

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Tiene banco nel centrodestra il caso di Nunzia De Girolamo. La deputata beneventana s'è ritrovata al numero due nel collegio per la Camera di Avellino-Benevento alle spalle di Cosimo Sibilia e questa mattina, in diretta tv, ha attaccato frontalmente i vertici del partito mostrando la foto della lista originale «in cui ero io capolista». «Se non avessi telefonato per chiedere della posizione in lista di Domenico Zinzi nessuno se ne sarebbe accorto», ha spiegato davanti alle telecamere di La7 in un'intervista a Myrta Merlino a “L'Aria che Tira”. E invoca le dimissioni di Domenico De Siano, coordinatore regionale del partito: «Non è degno di rappresentare il territorio campano, deve essere rimosso perché la politica deve dare il buon esempio». Di più, De Girolamo accusa anche Mara Carfagna: «Era nella sede del partito nella notte in cui il mio nome è stato depennato dalle liste. Lei che s'è sempre battuta per le pari opportunità non ha mosso un dito, mi aspetto che chiarisca la sua posizione».

«È una storia molto strana e che non rispetta le indicazioni dell'unico grande capo e detentore dei voti nel mio partito, che si chiama Silvio Berlusconi», continua De Girolamo ricostruendo tutto il caso. «Berlusconi insieme a Niccolò Ghedini, che ringrazio per lo straordinario lavoro svolto, mi aveva chiamato e garantito che io fossi prima. Ma purtroppo - prosegue - conoscendo certi metodi di alcune persone in Campania, sono sempre stata preoccupata per queste liste, anche visto quanto accaduto cinque anni fa con la fuga di Cosentino. La notte di domenica quindi chiamo il responsabile dell'organizzazione del partito Gregorio Fontana, e chiedo ulteriori garanzie, nonostante quelle già avute dai vertici. Volevo che verificasse visivamente se fossi prima, e nel collegio di Benevento la presenza di un coordinatore a me legato. Mi rassicura che è tutto a posto. La mattina seguente, cioè ieri a mezzogiorno, lo chiamo di nuovo per verificare la presenza di un consigliere regionale, Zinzi, uomo molto radicato nel territorio, anche lui fatto fuori. Sento quindi Fontana che è uomo precisissimo, andare nel panico. Dopo cinque minuti mi richiama e mi dice di correre al partito perché inspiegabilmente non sono più la prima della lista, ma la seconda. Quello che forse qualcuno non sa nel mio partito - aggiunge de Girolamo - è che c'è sempre una manina che fa girare quelle liste, ed io l'avevo vista con i miei occhi», conclude parlando di vicenda «surreale».
Martedì 30 Gennaio 2018, 12:36 - Ultimo aggiornamento: 30-01-2018 15:59
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