Sibilia: con Tavecchio ho parlato chiaro

di Pino Taormina

Le parole di Tavecchio e l’idea di farla passare come un traditore l’hanno ferita?
«Se negassi di esserci rimasto male, sarei un ipocrita. Voglio ribadire che con Carlo Tavecchio sono stato sempre estremamente chiaro e leale, anche di fronte a testimoni. Più volte gli ho detto che, se si fosse tirata indietro la Lega Pro e pur a fronte del sostegno della Lnd mai venuto meno, non ci sarebbero state comunque le condizioni e i numeri necessari per andare avanti. Su questa linea, il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti mi aveva dato mandato per comunicare a Tavecchio e al Consiglio Federale le decisioni della nostra Lega. Le accuse che mi sono piovute addosso oltre che essere ingiuste sono assolutamente infondate».
Suo padre Antonio, lo storico proprietario dell’Avellino negli anni della serie A, cosa le avrebbe detto?
«Sarebbe stato orgoglioso del lavoro che sto portando avanti alla guida della Lega Nazionale Dilettanti per la crescita del calcio di base e per le società dilettantistiche. Ma di sicuro si sarebbe congratulato per come ho gestito questa fase critica».
Ma di quell’Avellino che ricordi ha?
«Nel mio cuore c’è una squadra: quella che vinse il campionato di serie C nella stagione 72/73. Ricordo ogni nome di quella formazione...».
Lei ha giocato al calcio. Perché ha smesso?
«Purtroppo per via di un infortunio al ginocchio, non ero male come difensore. In realtà anche il terremoto dell’80 mi spinse a pensare ad altre cose».
Andiamo al sodo: si candida alla presidenza della Figc?
«Mi sono sempre definito una persona che unisce e che non divide. Sono da sempre un uomo di sport, soprattutto per tradizione familiare, e ho sempre messo la politica al servizio dello sport e mai viceversa. Con Giovanni Malagò, che ringrazio per le parole di apprezzamento rivolte al mondo dilettantistico, mi lega un antico rapporto di amicizia e stima. Ogni discorso su ipotetiche candidature mi sembra prematuro e inopportuno. Prima è necessario portare avanti un confronto sui grandi temi per far ripartire il calcio italiano. Occorrono progetti concreti che abbiano la più ampia e responsabile condivisione fra tutti i soggetti interessati».
Venerdì 24 Novembre 2017, 16:41
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