Prese i soldi del clan, ex complici tentano di sequestrarlo e ucciderlo: cinque arresti in Irpinia

Da un mese erano sulle sue tracce per tornare in possesso di 16mila euro rubati dalla cassaforte del clan prima di sparire e dargli una lezione esemplare che prevedeva anche la sua uccisione. Cinque persone sono state arrestate all'alba dai carabinieri del Comando provinciale di Avellino con l'accusa di tentativo di sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso. Le ordinanze, su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Napoli, sono state firmate dal Gip del tribunale partenopeo e fanno riferimento a pregiudicati irpini originari di Avellino, Mercogliano e Ospedaletto d'Alpinolo. Due persone sono finite in carcere, tre agli arresti domiciliari. La potenziale vittima, un uomo residente ad Avellino, era riuscito a sfuggire ai suoi ex complici prima nascondendosi in casa di un pregiudicato nel capoluogo irpino poi trasferendosi a Roma.

I cinque indagati, secondo la ricostruzione degli investigatori, dopo aver ingaggiato anche un investigatore privato per rintracciarlo e setacciato numerosi alberghi della provincia di Avellino, erano quasi arrivati all'ultimo nascondiglio, dopo aver minacciato gravi ritorsioni nei confronti di amici e parenti, arrivando anche a farsi rivelare la password del profilo facebook del fuggitivo per localizzarlo. Mentre stava scattando il piano per sequestrarlo, un commando era già pronto ad agire a Roma, è scattata l'operazione «Revenge» alla quale hanno preso parte 50 carabinieri, unità cinofile e un elicottero del Nucleo di Pontecagnano, nel corso della quale sono state eseguite numerose perquisizioni domiciliari in casa degli indagati e di potenziali fiancheggiatori.
Lunedì 9 Aprile 2018, 15:23 - Ultimo aggiornamento: 09-04-2018 16:13
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP