Addio a Valerio Ventruto, il maestro della genetica

Ha scritto una pagina importante della storia della sanità in Italia. Con la morte di Valerio Ventruto, spentosi ieri mattina nella sua casa ad Aiello del Sabato, in provincia di Avellino, dove era nato nel 1930, scompare uno dei padri della genetica. Ventruto è stato primario di Genetica Medica all’ospedale Cardarelli, docente di Ematologia e Genetica Medica alla Federico II, incaricato dell’area di ricerca di Genetica e Biofisica del Cnr di Napoli, ha diretto il Centro Sociale Regionale per le Malattie Ereditarie, è stato fondatore del Centro di Genetica Medica dell’ospedale Moscati di Avellino.

Una lunga e prestigiosa carriera costellata da innumerevoli riconoscimenti per i suoi studi e le sue scoperte scientifiche, tra cui alcune malattie ereditarie conosciute come «Ventruto Syndromes». Nel giugno del 1972 il suo brevetto su «La separazione su colonna ad anelli delle emoglobine normali e patologiche» è stato premiato al 1° Salone Internazionale delle invenzioni di Ginevra. Vasta la produzione scientifica che vanta oltre cento lavori. Un uomo eclettico, che amava l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, passando dal microscopio al telescopio per appagare, dopo l’amore per la genetica, anche la sua seconda grande passione, l’astronomia, nell’ambito della quale pure ha svolto lavori e studi.

I funerali di Valerio Ventruto oggi alle ore 16, chiesa di San Pietro e Paolo in località Sabina ad Aiello del Sabato.
Giovedì 29 Giugno 2017, 11:14 - Ultimo aggiornamento: 29-06-2017 11:14
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