Cavalcavia dell'autostrada A16
sequestrato, protesta 2.0

di Nello Lauro

SPERONE - Una protesta social...mente utile. Ironia, vignette satiriche, video e "meme" su Facebook per i dipendenti di uno stabilimento di trasformazione delle nocciole a Sperone, isolato a causa del sequestro di due cavalcavia disposto dalla Procura di Avellino. Per i 25 lavoratori della "EuroNut spa" esiste il serio rischio di chiusura e di ricorso alla cassa integrazione.

Lo stabilimento dal 5 giugno scorso è isolato, a causa del sequestro di due cavalcavia dell'autostrada A16 disposto dalla Procura di Avellino, che ha ordinato l'esecuzione di perizie su eventuali rischi di crollo. L'azienda, che si trova nella zona industriale di Sperone, è raggiungibile solo da uno dei due cavalcavia, ma da oltre due settimane nessun camion può arrivare fino allo stabilimento. Consegne e trasferimenti vengono effettuati a piedi o con carrelli. I dipendenti e l'amministratore delegato di "EuroNut" hanno quindi deciso di realizzare una protesta 2.0: video satirici, vignette e ''meme'' per reagire alla difficile situazione e li hanno pubblicati su una pagina Facebook (@noccioleapassoduomo).

Dalla parodia di "Non ci resta che piangere" al logo della "nocciola arrabbiata", fino alla creazione di "meme" sulle vicende dei cavalcavia sotto sequestro, la pagina è diventata in questo modo la cassa di risonanza della vicenda dei 25 lavoratori, molti dei quali sono del Nolano. «Volevamo far sentire la nostra voce e dare eco alla situazione che stiamo vivendo utilizzando la nostra forza più grande, l’unione del gruppo - spiega l’amministratore delegato Domenico Manganelli -. Ciascuno di noi fa la propria parte per far conoscere ai cittadini, spesso distratti da tante drammatiche notizie, il paradosso di un’azienda isolata non per sue colpe. Quella dell’ironia è stata una scelta condivisa e forte: crediamo sia l’arma più efficace per arrivare all’opinione pubblica». A gestire lo spazio virtuale sono lo stesso ad ed alcuni dipendenti che, dopo il turno lavorativo, si dedicano a diffondere le notizie sul sequestro: «Speriamo che attraverso questa iniziativa riusciremo ad arrivare a quante più persone possibile. La nostra - spiegano - è una famiglia prima che un’azienda, e vorremmo far comprendere il disagio umano oltre che lavorativo che stiamo vivendo». 
 
Venerdì 23 Giugno 2017, 19:39 - Ultimo aggiornamento: 23-06-2017 19:39
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