Avellino, colpita in strada dall'ex:
«Dopo le martellate, la povertà»

di Gianni Colucci

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La donna che ha subito l'aggressione a martellate è stata dimessa, ma è rimasta senza lavoro. Le gravi ferite non le consentono di tornare a fare la badante. La 35 enne di origini polacche che da qualche anno vive ad Avellino è in gravi difficoltà economiche. L'incontro con l'uomo che l'aveva presa con se, l'ha precipitata in un incubo. A seguito di un dissidio familiare, quell'uomo l'ha colpita a martellate con violenza. È accaduto l'altra settimana a corso Europa. S'è salvata per l'intervento di un negoziante, l'ex calciatore Raffaele Biancolino che ha messo in fuga l'aggressore.

Dimessa dall'ospedale, dovrà farvi ritorno a breve per essere sottoposta ad un intervento chirurgico. La donna lamenta lancinanti dolori al capo. Viene seguita da una rete informale di assistenza, fatti di amici dai suoi ex datori di lavoro, di genitori dei compagni di scuola della figlioletta che frequenta le scuole cittadine. Sono stati loro i primi a mobilitarsi.

Quella donna ora dovrà affrontare un percorso anche nelle aule di tribunale. L'uomo che l'ha colpita è in carcere e comunque per lui si prospetta un processo. La donna è vittima e testimone di questa vicenda.

Ma anche la bimba che ha avuto non poche ripercussioni da questo dramma familiare dovrà essere seguita. Intanto per la donna polacca che ha messo in conto di andar via dall'Italia nel giro di un anno, la vita dopo l'aggressione è diventata difficilissima. Innanzitutto dal punto di vista fisico, la sue condizioni non le consentono di lavorare. E questo l'ha messa in una situazione di forte disagio.

Poi la mancanza di un riferimento familiare la rende sola e vulnerabile. I conoscenti di Avellino la spingono ad affidarsi ad un centro antiviolenza. E la stessa consigliera di parità della Provincia Antonella De Angelis lancia un appello. «Sono venuta a conoscenza di questa situazione - dice - e invito questa donna a rivolgersi al centro immediatamente. Il centro mette a disposizione servizi sociali e psicologici utili a inserirsi in un progetto lavorativo offrendo anche un sostegno psicologico e legale, che riguarda anche la sua bambina».

I centri antiviolenza che sono legati ai piani di zona sociali, oggi ambiti territoriali, vivono un momento di crisi. In particolare il piano di zona con capofila Avellino ha visto ridursi al lumicino le attività. «I sindaci non hanno trovato un'intesa sulla gestione e Foti non ha dato nessuna mano, è stato assente», dice De Angelis.

«Oggi ci aspettiamo da Ciampi, che ha la delega ai servizi sociali, un immediato impegno», dice.

Il centro antiviolenza di Avellino gestito dalla cooperativa Goccia, opera da un anno praticamente solo sul volontariato gratuito degli operatori. Non ci sono fondi e di fatto i progetti sono bloccati. Tutto ciò a causa del dissidio tra amministratori locali. Ma gli operatori non se la sono sentita di lasciare il centro.

Iin sostanza lavorano gratis, nonostante non ci sia all'orizzonte una prospettiva di ripresa.

«Mi auguro che si esca dall'empasse - dice De Angelis - , non sono abbandonate solo le donne vittima di violenza, anche i minori, gli anziani e i disabili chiedono un piano di zona sociale che funzioni».
Martedì 2 Ottobre 2018, 20:00
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