Morte di un adolescente in Campania, era in coma per overdose di metadone

di Alessandra Montalbetti

  • 48
Nessuna patologia pregressa o malformazioni che giustificherebbero lo stato di precoma in cui piombò Arturo Grazioso. Questi i primi risultati emersi dall'esame autoptico a cui sottoposto il minorenne morto in circostanze poco chiare presso l'abitazione di un amico. Al momento l'ipotesi più accreditata sul decesso del 17enne di Mercato San Severino, in attesa di tutti i risultati degli accertamenti biologici effettuati dal medico legale Lamberto Pianese, è quella dell'assunzione di metadone.

Il 17enne deceduto presso il reparto di rianimazione dell'ospedale «San Giuseppe Moscati» dove era ricoverato dallo scorso 18 gennaio dunque potrebbe essere morto a causa di un'overdose di metadone.

La droga potrebbe averla assunta in casa dell'indagato, un 27 enne idi origini ucraine e da anni residente in Irpinia, accusato del reato di morte o lesioni come conseguenza di altro delitto.

Questa l'ipotesi più plausibile per il consulente della procura avellinese, Lamberto Pianese che ha eseguito l'accertamento peritale dopo il decesso del minorenne che era in coma dal 18 gennaio quando venne ricoverato, e morto il 25 gennaio senza mai riprendesi dal coma.

Inoltre i risultati degli accertamenti iniziali a cui è stato sottoposto presso l'ospedale di Contrada Amoretta, hanno dato esito negativo alle anfetamine, alla cocaina e all'eroina.

Il 17enne era arrivato in condizioni gravissime al pronto soccorso dopo aver avvertito un malore presso l'abitazione dell'amico 27enne di origini ucraine finito nel registro degli indagati.

Dopo il decesso il medico legale Lamberto Pianese, nominato dal pubblico ministero Cecilia De Angelis, ha effettuato l'esame autoptico eseguendo dei prelievi biologici per accertare se il 17enne avesse assunto o meno del metadone, anche se a distanza di sette giorni dall'assunzione è molto difficile trovare tracce della sostanza ancora in circolo nel sangue.

Arturo Grazioso non si era più ripreso dal coma in cui era caduto dopo aver trascorso una settimana a casa dell'amico P.R.P 27enne di origine ucraine, finito nel registro degli indagati e difeso dall'avvocato Giovanna Perna, da 15 anni residente a Mercato San Severino.

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Mercoledì 31 Gennaio 2018, 11:07 - Ultimo aggiornamento: 31-01-2018 11:12
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP