Bufera sulla Regione Campania. Il delfino nascose a De Luca il blitz della polizia

di Antonello Velardi

Il 19 ottobre è di lunedì. Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, è a Milano dalla sera prima: guida la delegazione della Campania all’Expo. Ha al seguito numerosi giornalisti, con lui ci sono il capo del cerimoniale e diversi funzionari: il governatore vuole presentare in pompa magna i prodotti alimentari del «sistema Campania» e vuole spiegare al mondo intero, utilizzando un palcoscenico dove sono rappresentati tutti i Paesi, che cosa è stato fatto per rendere sicuri i prodotti della regione.



È felice De Luca, talmente felice che a un certo punto comincia a suonare anche la chitarra, incontrando una delegazione di produttori irpini. Ma mentre lui è a Milano, succede il finimondo tra Salerno e Napoli. Poco prima delle otto del mattino, una pattuglia della Squadra Mobile di Napoli, guidata da un funzionario, si sposta a Salerno e va suonare al campanello di casa di Carmelo «Nello» Mastursi, ufficialmente senza un'attività specifica, politico di professione, capo della segreteria del presidente della Regione.



È poco noto al grande pubblico Mastursi. Ma nel circuito politico, anche quello più basso, è conosciutissimo: ha compilato le liste per De Luca, è un suo riferimento in forza di un rapporto fiduciario che risale a parecchi anni prima. La polizia ha le idee chiare, cerca oggetti ben determinati: cerca il telefonino, il computer, l'agenda, taluni documenti. Gli agenti e il funzionario non trovano tutto ciò che cercavano, ma trovano qualcosa che crea non poco imbarazzo a Mastursi che è lì presente: sostanze per uso personale. Ma vogliono a tutti i costi ciò che manca: un computer. E chiedono a Mastursi di mettersi in auto con loro e di andare insieme a Napoli, in Regione, per continuare la perquisizione anche lì.





Sabato 21 Novembre 2015, 10:43 - Ultimo aggiornamento: 11 Novembre, 08:27
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